Il rapporto paziente dentista secondo la giurisprudenza. Fino a che punto il paziente può decidere che cura accettare e quando il dentista può rifiutarsi?

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Le recenti sentenze che hanno condannato dentisti per un “difficile” rapporto con i propri pazienti che non avevano permesso di effettuare le cure come andavano fatte, hanno fatto molto discutere.
Odontoiatria33 ne ha parlato con il prof. Paolo Mnestiroli Medico Chirurgo, Specialista in Odontostomatologia, Titolare per Affidamento Insegnamento di Medicina Legale C.L.I.D. Istituto Scientifico Universitario San Raffaele di Milano.
Prof. Monestiroli, come va considerato il rapporto paziente dentista, soprattutto quando ad essere curati sono i minori?

Il rapporto che contrae l’odontoiatra con il paziente o i genitori del paziente minore, come specificato da Fabrizio Montagna e Coll. nel testo ” La responsabilità nella professione odontoiatrica” è fiduciario e di natura contrattuale (Art.2222-2238c.c. Contratti d’opera intellettuale).

L’oggetto della prestazione è finalizzato dalla definizione di una diagnosi e dall’esecuzione di una terapia e, attraverso un obbligazione di soli mezzi, al conseguimento della guarigione del paziente.

Tale obbligazione insorta con il contratto d’opera può estinguersi in vari modi. Uno di questi risiede nell’impossibilità sopravvenuta per causa non imputabile al debitore, per recesso unilaterale dal contratto per giusta causa(art. 1373c.c.) ipotesi in cui si applica una compensazione tra parcella e prestazione.

Quali possono essere i motivi della giusta causa?

Tra i motivi della Giusta Causa per recedere dal contratto per il professionista sono ricomprese aperte manifestazioni di sfiducia, mancato rispetto degli appuntamenti, mancato pagamento degli onorari da parte del paziente, sopravvenuta impossibilità all’esecuzione dell’opera per fattori estrinseci dovuti a mutate condizioni orali del paziente.

Come può tutelarsi il dentista?

L’odontoiatra, come più volte sottolineato, dovrà basare il rapporto con il proprio cliente-paziente sulle informazioni continuative rilasciando la documentazione come fondamento della congruità degli interventi comprese le informazioni come fondamento della relazione con l’obbiettivo della tutela della salute del proprio paziente.

Da ultimo l’odontoiatra dovrà accertarsi che dalla sospensione del rapporto fiduciario con il paziente non derivi un danno, segnalando e riportando in cartella clinica o in una apposita lettera di dimissioni, la necessità di proseguimento delle terapie presso altro curante rilasciando, come anticipato, documentazione e relazione clinica sulle cure prestate.