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Bruxismo e serramento

Può essere consigliabile somministrare già in sala d’aspetto un questionario a crocette che ne indaghi le abitudini viziate

Il bruxismo e il serramento rappresentano delle problematica assai diffuse all’interno della popolazione.

I pazienti, nel caso la parafunzione si manifesti solamente nel sonno, non sono a conoscenza della loro condizione.

Il più delle volte, tuttavia,la cosa gli è stata riferita dal partner o da un familiare, o l’abitudine si manifesta anche nelle ore diurne. Raramente egli si preoccuperà del problema. Ancora più difficile che lo riferisca spontaneamente al proprio odontoiatra.

Il dentista rappresenta invece la figura deputata ad informare correttamente il paziente sulla problematica e sulle potenziali conseguenze, proponendogli eventualmente delle strategie terapeutiche.

il bruxismo si presenta in pazienti con storie cliniche assai diverse. Può manifestarsi esclusivamente di notte, di giorno o nell’arco dell’intera giornata. Può anche essere distinto in due forme principali: il bruxismo dinamico, in cui il soggetto digrigna continuamente ed un bruxismo statico, simile al serramento.

Per quanto riguarda l’odontoiatra, oltre alla forma è da considerare la gravità dela parafunzione. In primo luogo, rappresenta una problematica per tutte le terapie di tipo conservativo, in alcuni casi con implicazione endodontica. Potrà rappresentare, poi, una controindicazione in diverse terapie protesiche: più sarà grave il bruxismo e più sarà complessa la riabilitazione e più alti i rischi di frattura e decementazione dei manufatti.

Infine, pare chiaro come l’equilibrio del sistema neuromuscolare possa essere minato, a lungo andare, da un ripetuto elemento di disturbo. Molti pazienti di questo tipo lamentano anche episodi cefalalgici.

Se non è il paziente a riferire in prima persona la condizione, l’odontoiatra sarà tenuto a reperire segni all’esame obiettivo, che lo inducano al sospetto clinico.

Il grave bruxista si distingue perché presenta evidenti faccette d’usura o una curva di Spee depressa; manifesta sovente dolenzia alla palpazione, se non spontanea.

Il comune serratore, invece, presenta al massimo modesti segni d’usura dentaria e mantiene la naturale curvatura tra le arcate. Può manifestare dolenzia palpatoria. Ciò non vuol dire che non si tratti di un paziente complesso da trattare: l’aumento della dimensione verticale è ugualmente controindicato. Può essere presente anche trauma occlusale, il quale viene tipicamente diagnosticato dopo ripetuta decementazione di manufatti protesici, soprattutto provvisori.

È bene, dunque, che sia l’odontoiatra ad intercettare già in prima visita il soggetto a rischio. In questo senso, può essere consigliabile somministrare al paziente – già in sala d’aspetto – un questionario a crocette che ne indaghi le abitudini viziate. Il risultato del questionario, a margine della visita, andrà integrato con la cartella clinica.

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